Il Consiglio Comunale di Capaccio con delibera n. 104 del 27 novembre 2008 ha di fatto avviato l’iter del Concorso Internazionale di
idee per Paestum ed i nuclei urbani di Licinella, Torre di Mare e Santa Venere, ovvero il concorso di idee avente come oggetto una delle aree archeologiche più importanti al mondo. Il concorso di idee, a fase unica, è stato bandito secondo quanto disposto dall’art. 108 del D. Lgs. 12.04.2006, n. 163 e s.m.i. Le intenzioni dell’Ente banditore sono quelle di affidare al vincitore del concorso di idee la realizzazione del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo a condizione che il soggetto vincitore stesso sia in possesso dei requisiti di capacità tecnico-professionale ed economica in rapporto ai livelli progettuali da sviluppare. Gli obiettivi principali del concorso sono stati finalizzati alla ricerca di proposte che contenenti azioni progettuali in grado di attivare un processo di riqualificazione generale (Obiettivi Generali) e l'individuazione di un ambito – da sviluppare negli eventuali successivi livelli di progettazione preliminare e definitiva/esecutiva all'interno di vincoli economici prestabiliti – a scelta del concorrente (Obiettivi Specifici).
Nel dettaglio gli Obiettivi Generali per l'intera area si riassumono in:
– recupero e riqualificazione dell'intera area oggetto del concorso;
– valorizzazione dei beni culturali, del paesaggio, delle qualità storiche e urbane dell'area;
– servizi ai visitatori;
Gli Obiettivi Specifici per l'ambito prescelto sono invece attinenti a:
– valorizzazione del patrimonio storico, dei percorsi e degli accessi;
– sicurezza dei visitatori;
– durabilità degli interventi;
– sistema della pubblica illuminazione, dell'arredo e del verde pubblico;
– valorizzazione degli spazi prospicienti le abitazioni e le attività produttive.
Al fine di ottenere in tempi certi le proposte in oggetto è stato redatto un puntuale calendario concorsuale allegato al bando di gara, di seguito riportato, sostanzialmente rispettato nelle successive fasi del concorso.
Delibera di Consiglio Comunale giovedì 27 novembre 2008
Approvazione Bando concorso martedì 19 maggio 2009
Pubblicazione del bando mercoledì 27 maggio 2009
Sopralluogo all'area venerdì 26 giugno 2009
Termine ultimo per la presentazione dei quesiti domenica 26 luglio 2009
Risposta collettiva ai quesiti lunedì 10 agosto 2009
Termine ultimo per la ricezione delle proposte venerdì 09 ottobre 2009
Inizio dei lavori della commissione sabato 24 ottobre 2009
Termine lavori della commissione mercoledì 23 dicembre 2009
Approvazione graduatoria venerdì 22 gennaio 2010
Consegna al Sindaco e all'Amministrazione domenica 21 febbraio 2010
Mostra e pubblicazione lunedì 21 febbraio 2011 Alla data del nove ottobre 2009 sono state quaranta le proposte pervenute al protocollo comunale. Di queste, sei proposte sono state escluse per problemi procedurali (plico pervenuto in ritardo, proposta non completa degli elaborati previsti). Subito dopo la consegna degli elaborati è stata nominata la commissione giudicatrice composta da Rodolfo Sabelli, Fabrizio Spirito, Angela Pontrandolfo, Teresa Rotella e Luigi Ciancio. Le proposte, secondo una suddivisione operata dalla commissione in sede di valutazione, hanno interessato l’area della ex fabbrica Cirio/Porta Giustizia, dodici proposte, l’area della Stazione, otto proposte, l’area di Torre di Mare, sei proposte, l’area Porta Marina/Porta Aurea, quattro proposte ed infine quattro interventi sono stati ubicati in aree definite “per Interventi Campione”.
È utile sottolineare che il bando prevedeva l’attribuzione di:
n. 1 premio di € 36.000,00 (€ 18.000,00, quale acconto per il successivo incarico);
n. 1 premio di € 15.000,00;
n. 1 premio di € 9.000,00.
A conclusione dei lavori è stata stilata graduatoria di merito che ha decretato quali vincitori del concorso i gruppi coordinati da:
Paolo Vitti, Primo Classificato;
Pasquale Miano,
Secondo Classificato;
Lucrezia Ricciardi, Terzo Classificato.
L’ufficializzazione del risultato con contestuale premiazione dei tre progetti vincitori è avvenuta in data 26 febbraio presso il Museo Narrante di Hera Argiva. Lo stesso giorno presso la sala Cerere del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, si è svolta la mostra completa dei progetti vincitori e partecipanti, aperta al pubblico fino al 21 marzo 2010. È stato inoltre stampato un interessante catalogo nel quale sono inseriti tutti i progetti partecipanti. La principali conclusioni che si possono trarre dall’esperienza esaminata attengono a due differenti chiavi di lettura: una di tipo procedurale ed una di natura progettuale. Nel merito delle procedure utilizzate è da ritenersi lodevole l’intento dell’Amministrazione Comunale di seguire l’iter del concorso di idee per la trasformazione dell’area in oggetto. Sarebbe buona regola trasformare queste singolarità in prassi normativa al fine di garantire maggiore trasparenza, maggiore qualità e soprattutto concentrare l’azione di trasformazione non più sul progettista, che diventa spesso prevaricante rispetto alla sua opera, ma sul progetto. Il cambio di ottica, dal progettista al progetto, è l’unico modo per costruire pari opportunità per le giovani generazioni di progettisti. Basterebbe guardare ad altri paesi europei, la Francia p.e., per redigere una coerente legge sull’architettura e di conseguenza un sistemico ricorso al concorso di progettazione e di idee per l’assegnazione di azioni pubbliche di trasformazione. Il ricorso sistemico alla reale e libera competizione delle idee e delle proposte prosciuga il malcostume di clientelismi e parzialità di giudizio, diversamente da quanto accade con un ricorso episodico. Apprezzabile è stata l’organizzazione dell’intero iter concorsuale che, oltre a fornire tempi certi nell’espletamento delle differenti fasi del concorso, ha anche garantito una discreta quantità di materiale di studio nonché assistenza in fase iniziale compreso un interessante sopralluogo sull’intera area di intervento. Nel merito invece della natura progettuale del concorso l’accento, ad avviso dello scrivente (partecipante), va posto sulle richieste del bando. Le richieste, infatti, sono state per taluni versi poco chiare (forse questa una delle cause della scarsa partecipazione, dato il teme e l’importanza del sito). Si postulava la necessità di un progetto di ampio respiro che superasse l’impasse causato dalla Legge Zanotti Bianco 220/’57, ovvero si rimandava implicitamente alla costruzione di una sorta di Piano/Programma capace di risolvere anche l’importante piaga dell’abusivismo (cui parte deve sicuramente essere ascritto alla stessa legge di tutela), ma nello stesso tempo si richiedeva un progetto di volumi, tra l’altro per importo lavori se si tiene conto della complessità e delle dimensioni dell’area. La volontà di modificare concretamente l’intero assetto dell’area attraverso la predisposizione di un Programma Urbano dedicato, capace di incidere sugli aspetti storico-archeologici, urbanistico-normativi ma anche su quelli economici e sociali, sembra scontrarsi con la consapevolezza di non avere a disposizione mezzi adeguati tanto da spingere l’intero iter verso la richiesta di un progetto di microarea, che difficilmente avrà in sé la tenacia di imporre trasformazioni di ampio raggio.
Gianluca Voci


