Cilento liquido è un “protocollo diffuso” di azioni. Il concept da cui nasce è quello di “erodere” la materia dura di cui è composto il territorio ed il sociale, consentendo la diffusione delle idee, dei prodotti, delle persone, riconoscendo visibilità al territorio del Parco attraverso i suoi “liquidi”. I liquidi sono fluidi dinamici, di vita, in grado di “nutrire” la materia dura, con perseveranza e determinazione, come l’acqua che modella la roccia e forma mondi.

Questo mondo lento e a tratti primitivo, va veicolato e riconosciuto come valore. In questo senso si dà corpo ad un apparente contrapposizione: la lentezza del luogo, la velocità del liquido che ha necessità di defluire verso mercati oltre i confini regionali.

Il progetto nasce dal concept descritto, con il supporto di una serie di analisi critiche. Le analisi hanno confermato l’intuizione iniziale, ovvero quella di rendere visibile quello che c’è, dando forza emotiva, oltre che economica, ad un insieme corposo di prodotti derivati dall’agricoltura e dall’esperienza secolare del saper fare locale. Quindi non il riconoscimento di qualità del prodotto, tra l’altro già ottenuto da molti prodotti locali, ma il binomio più ampio tra azione di sensibilizzazione e divulgazione da un lato, azioni di formazione e lavoro, progetti di recupero. La logica di partenza è lavorare su quanto è disponibile. Dunque i liquidi del parco, e i contenitori dei liquidi stessi, intesi in modo più ampio. Non solo bottiglie ma luoghi. Il progetto infatti coniuga intervento di recupero e ripristino di un circuito di vecchie strade, in unione con il recupero di manufatti edilizi della tradizione. Tali manufatti storici, diventano i contenitori dei liquidi, che plasmandosi al contenitore non modificano le sue forme. Ecco perché la logica è recuperare i contenitori tramandando le specificità di ciascuno e progettare il contenuto.

Da un lato il legame forte con il territorio attraverso un progetto di recupero guidato da criteri di restauro e mantenimento dell’integrità dei luoghi, dall’altro il messaggio comunicativo del brand unico. La logica è organizzare e supportare la produzione e la vendita dei liquidi del Parco, attraverso un unico brand riconoscibile.

Il progetto, replicabile su tutto il territorio, si concentra al momento sulle aree interne, dove ci sono piccoli comuni (al di sotto dei 2000 abitanti) e vasti territori coperti di oliveti.

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