Ieri l’annuncio dei finalisti del Concorso per il “Parco Centrale di Prato”. Scelte interessanti, di rilievo.

Il concorso prevede la realizzazione di un parco di modeste dimensioni con importo lavori pari ad € 5.500.000,00.

Come ha fatto notare in precedenza anche Efisio Pitzalis, non esattamente una grande opera, anzi….

Il concorso secondo noi pone alcuni rilevanti interrogativi:

  1. Possibile che per un’opera di piccole dimensioni ci sia una partecipazione numerosissima, 230 partecipanti, oltretutto di rilievo mondiale?
  2. Possibile che grosse corazzate dell’architettura internazionale, tra cui anche un Premio Pritzker, partecipino ad un concorso, ripeto, decisamente modesto?
  3. Possibile che importanti studi italiani, almeno secondo la critica di settore, partecipino al modesto concorso sfruttando il traino di grossi studi internazionali e dei loro relativi curriculum?

Insomma questo concorso fa capire molte cose:

  1. I problemi che attraversa la nostra professione non sono solo nostrani… (mal comune mezzo gaudio?);
  2. La crisi affievolisce il rispetto verso se stessi, verso la società tutta…. (ogni lasciata è persa?);
  3. La professione è diventata un enorme circo Barnum che abbatte ogni barriera, compreso il pudore…(in guerra ed in amore tutto è lecito?);
  4. ……….

Di sicuro questo concorso fa lievitare tutta la tristezza che governa in questo momento la nostra professione.

Ad ogni modo in bocca al lupo a tutti i selezionati.

Speriamo che i cittadini di Prato possano presto avere a disposizione un nuovo Parco, una nuova struttura pubblica funzionale e coerente con le esigenze reali.

P.S.: Bellissimo il post sul tema di Vincenzo Latina

N.B. A leggere i resoconti sul tema dei giornali online di settore, capisci come alcune cose siano oggetto di interpretazioni del tutto singolari, eccessive in alcuni casi. Ti spingono quasi a pensar male… (a pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina?).

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